L’Europa comincia a mangiare insetti. Primi passi in Francia

venerdì, 29 novembre 2013

focus-geopoliticaBuona parte delle sperimentazioni culinarie degli ulimi cento anni sono passate per la Francia e non sembra fare eccezione l’uso alimentare degli insetti nell’unica cultura, quella Europea, che fino a ieri li ripudiava.

Che gli insetti possano rappresentare una soluzione al problema di come sfamare una popolazione mondiale che nel 2050 dovrebbe contare oltre 9 miliardi di persone lo ha già detto e ripetuto la FAO a partire dal 2008.

Noi di Nutricity vi abbiamo raccontato che il problema sembra essere principalmente “culturale”, dal momento che sono più di 2 miliardi le persone che oggi nel mondo si cibano di insetti (v. qui) .

Fino ad oggi sembrava ancora lontana la prospettiva di un uso alimentare di quelli che noi consideriamo perlopiù come degli “infestantanti”.  Qualche caso sporadico c’è stato e ne abbiamo fatto cenno, ma si è sempre trattato di provocazioni, divertenti e divertite (come quella del banchetto “cavallette contro la crisi” alla festa paesana di Nanto, Vicenza la scorsa estate) che non lasciavano presagire un uso commerciale su vasta scala.

 

locusta

 

Sembrano invece averci pensato seriamente i Francesi, che non hanno tardato ad avviare distruzione e-commerce di assortimenti vari di insetti crickeat.comin eleganti confezioni modello “patatine” ma con aspetto molto più metro-chic e dal prezzo decisamente amatoriale: da un minimo di 7 euro per un elegante sacchetto di cavallette speziate (ca. 50 equivalenti a 17ge) fino ai 170 euro di una confezione da 300gdi purissimi “vermi del bamboo”. 
Micronutris è un’altra realtà che si è invece specializzata nell’allevamento di cavallette e vermi della farina che no vengono venduti di per sé, ma combinati all’interno di prodotti dolciari e stuzzichini parte integrante delle abitudini e tradizioni alimentari europee.

Non si tratta di un esperimento di vendita web perchè i due marchi vengono distribuiti rispettivamente anche presso la rete Auchan e Carrefour. Il successo commerciale non sembra essere mancato, al punto che i due colossi francesi della distribuzione hanno deciso di estendere la vendita dei due prodotti.

Accanto alla GDO le cronache registrano anche di esperimenti più artigianali come quello del piccolo bistrot parigino Festin Nu (dal noto film Banchetto nudo) gestito da un giovane chef approdato all’entomofagia dalle scienze politiche, che sembra stia riscuotendo un certo successo nel 18° arrondissement (montmartre), dove propone aperitivi a prezzi accessibili a base di insetti e salse speziate.

Da un punto di vista strettamente nutrizionale, la gran parte degli insetti rappresentano un alimento estremamente nutriente e perfettamente bilanciato. Gli insetti sono infatti caratterizzati da livelli proteici molto vicini a quelle della carne bovina, ma con una qualità di grassi migliore per la presenza, spesso discretamente rilevante, di mono o polinsaturi.

La FAO e gli studi economici e sociologici sull’entomofagia sembravano affermare che obiettivo delle cmapagne succedutesi a partire dal 2008 fosse quello di garantire la conservazione di un modello alimentare tradizionale per oltre il 50% del pianeta e sostenibile per l’ambiente.
Gli esperimenti di commercializzazione che i francesi, indiscussi sperimentatori alimentari, stanno attuando sembrano però smentire i propositi delle agenzie internazionali delle Nazioni Unite, dimostrando che al mercato non servono certo regole e pubblicità quando gli operatori sono in grado di far crescere insieme domanda e offerta.

Non sembra ci sia da aspettarsi armonizzazioni giuridiche europee sull’uso alimentare degli insetti. La FAO ha già svolto una componente importante del lavoro schedando un’infinità di specie per le quali sono indicate caratteristiche e valori nutrizionali in maniera piuttosto dettagliata.
L’allevamento risulta alquanto semplice, oltre che meno impattante da un punto di vista ambientale rispetto ai più tradizionali allevamenti di mammiferi ad uso alimentare (bovini, suini, equini, ovini). E’  immaginabile ed evidente la differenza abissale nei costi di produzione all’interno della quale si deve considerare la naturale resistenza fisica degli insetti, estranei alle infinite malattie di organismi più complessi come i mammiferi, con evidenti vantaggi attesi anche dal punto di vista normativo in termini di food safety.

 

 

 

 

Articoli collegati

Tag:, , , , , ,