Un leggero sovrappeso allunga la vita

giovedì, 3 gennaio 2013

Essere leggermente sovrappeso, con un indice cioè di massa corporea inferiore a 35 (obesità) ma superiore a quello che comunemente si definisce peso forma sembrerebbe ridurre il rischio di mortalità prematura.
E’ questo il controverso risultato cui è giunto lo studio condotto dall’equipe guidata dalla dr.ssa Katherine Flegal, del National Centre for Health Statistics presso il Centres for Disease Control and Prevention del Maryland (USA) che ha raccolto i dati relativi ad oltre 100 studi sull’argomento (rapporto obesità-mortalità) da tutto il mondo, relativi ad un campione di oltre 3 milioni di persone.

Si tratta di un secondo studio statistico che segue i primi risultati già resi noti ancora nel 2007 e che avevano suscitato clamore e costernazione nella comunità scientifica mondiale, al punto da essere derubricati al titolo di “spazzatura” dal professor Willet, della Public Health School di Harvard.
Eppure questi risultati hanno trovato spazio sulla quotata rivista Journal of American Medical Association e dimostrerebbero (a livello statistico) che un certo sovrappeso (BMI compreso tra 30 e 34.9) avrebbe un effetto addirittura protettivo per l’uomo, mentre un aumento del rischio di mortalità prematura si avrebbe nelle persone obese (BMI > 35 con aumento del rischio al 29%) e nelle persone sottopeso (BMI < 25, con aumento del rischio al 10%).
La dr. Flegan e l’equipe di ricercatori dell’Istituto del Maryland sottolineano che il risultato ha una valenza statistica e non medica, specificando quindi che i dati non devono in alcon modo far sentire le persone libere di mangiare tutto e in quantità smodate.
Ciononostante è interessante rilevare quella che i ricercatori adducono come possibile spiegazione dei sorprendenti risultati di questa ricerca. I tessuti adiposi – affermano i ricercatori – svolgono un’azione protettiva sul cuore e “qualche kilo in più” può addirittura aiutare l’individuo nei periodi di malattia o ricovero (in assenza di appetito). Inoltre, ciò che più importa non sarebbe tanto la quantità di grasso, bensì la sua distribuzione nella massa corporea dell’individuo. Per esmepio, l’accumulo di grasso nei fianchi (i cosiddetti cuscinetti) sarebbero da ritenersi benefici, mentre un eccesso di adipe nel “giro-vita”  non è un buon segnale.
Concludono infine i ricercatori affermando che lo sviluppo della scienza medica potrà ridurre sensibilmente i rischi legati al sovrappeso, dal momento che i trattamenti per la pressione e il colesterolo hanno già dato prova di poter ridurre drasticamente il numero di decessi malattie cardiovascolari. Infine l’attività fisica, che sarebbe un vero toccasana, capace di controbilanciare a sufficienza anche un abbondante sovrappeso “fitness is more important than fatness”.

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