Nuova disputa sugli OGM in Italia

martedì, 19 febbraio 2013

PANNOCCHIAGli Ogm non danno tregua:  il ministro Catania propone l’introduzione di una clausola di salvaguardia per evitarne l’introduzione sul suolo nazionale e chiede la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, affinchè fornisca approfondimenti in merito. Le dichiarazioni arrivano dal MIPAAAF a margine dell’ultimo Consiglio dei Ministri UE dell’Agricoltura ed in proposito Mario Catania ha chiesto ai propri tecnici di predisporre un apposito dossier.

Queste le parole di Catania: “Personalmente non ritengo che al sistema economico agroalimentare italiano giovino gli Ogm, tutt’altro. I consumatori non li percepiscono positivamente. Detto questo, se si volesse arrivare all’introduzione in Italia di coltivazioni Ogm, è necessario che ci sia un quadro giuridico di garanzia per chi gli Ogm non li fa e vuole continuare a fare agricoltura tradizionale o biologica”.

La disputa assume quindi una caratterizzazione esclusivamente giuridica proprio mentre a Bruxelles il negoziato sulla normativa sugli Ogm ӏ in balia delle onde Рafferma il ministro -.

Il Ministro propone quindi la massima discrezionalità e flessibilità per gli Stati membri relativamente all’ingresso degli OGM sul proprio territorio nazionale.
Futuragra, associazione culturale di agricoltori che promuovono un’agricoltura supportata dalle biotecnologie anche genetiche, ha pesantemente accusato il Ministro Catania di usare la questione OGM per uno scopo eminentemente politico elettorale e ha ricordato che la Corte di Giustizia Europea ha sancito il diritto degli agricoltori di accedere alle innovazioni biotecnologiche allo scopo di garantire pari condizioni di mercato a tutti i produttori.

Dall’altra parte un appello “no-OGM” arriva dalle associazioni ambientaliste, atraverso la task force “per una Italia libera dagli OGM”, secondo i quali accogliere gli OGM equivarrebbe ad una rinuncia da parte di un paese alla propria sovranità alimentare. “Questi beni,  – afferma dalla task force – per loro natura, hanno una destinazione universale. E’ principalmente su questo terreno, che è un terreno di ‘comunità estesa’ i cui diritti sono di natura universale e comprendono passato, presente e futuro, che noi fondiamo la nostra contrarietà agli Ogm”.

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