Negli Usa tre prodotti “Made in Italy” su quattro sono taroccati

domenica, 14 ottobre 2012

CONTRAFFAZIONEPomodori, spaghetti e formaggi i cibi più copiati negli Stati Uniti, dove 1 prodotto italiano su 4 è “tarocco”. 

L’Italian sounding è un fenomeno fortissimo negli Sati Uniti, dove sono numerosi i prodotti spacciati per italiani ma che altro non sono se non semplici imitazioni. Un giro d’affari che è accusato di sottrarre risorse alla produzione italiana agro-alimentare per almeno 4 mld di euro.

Questo e altri problemi del “made in Italy” sono stati evidenziati durante la V Assemblea elettiva nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Si pensa spesso ai mercati meno sviluppati o quelli orientali come agli alfieri della contraffazione dell’alimentare italiano. Invece i mercati dove l’italian sounding spopola sono innanzitutto gli Stati Uniti, insieme al Messico e al Canada che valgono insieme quasi la metà delle vendite complessive. L’UE rappresenta il 39 per cento: in Francia i prodotti pseudo italiani sono il doppio degli originali, in Germania e Olanda quasi il triplo.

Le cifre appaiono sconcertanti, specie se si prende in considerazione il mercato nordamericano: il 97% dei sughi per pasta “Italian sounding” sono pure e semplici imitazioni; Il 94 per cento delle conserve sott’olio e sotto aceto “italian sounding” è falso e altrettanto falso è il 76% dei pomodori in scatola “italian sounding”. Solo il 15% dei formaggi “italian sounding” è autentico.

 Se sugli scaffali all’estero risulta facile imbattersi in prodotti dai nomi più improbabili, che di italiano riecheggiano solamente il nome, persino nei ristoranti è possibile trovare piatti “tipici” che non presentano alcuna attinenza alla tipicità riconosciuta e disciplinata in Italia, come un piatto di penne all’amatriciana con sugo composto da un’improbabile miscela di bacon, pomodoro e cipolle che arrivano dal Wisconsin.

A rimetterci non è solamente il fatturato del comparto industriale, ma l’immagine stessa del paese Italia e del marchio “made in Italy”, tano che in alcuni paesi come il Cile i prodotti contraffatti arrivano prima di quelli autentici.

 

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