Gli italiani preferiscono il km 0 Per 21 milioni spesa dal contadino

lunedì, 22 ottobre 2012

Quasi un italiano su 2 frequenta i farmers market ma ben 7 milioni sono quelli che lo fanno regolarmente, mentre gli altri 14 milioni vi fanno i propri acquisti ogni tanto. Un’altissima percentuale di italiani (95%) vorrebbe una maggiore diffusione delle forme di vendita diretta degli agricoltori

Ventuno milioni di italiani hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori nell’ultimo anno per garantirsi prodotti sani del territorio con il miglior rapporto qualità prezzo, in controtendenza rispetto all’andamento generale del commercio. È quanto è emerso dalla prima analisi su “L’arrivo in Italia dei mercati degli agricoltori rivoluziona la spesa”, realizzata da Coldiretti con il supporto di Censis e Swg, in occasione dell’inaugurazione del Festival nazionale di Campagna Amica “Cibi d’Italia” al Circo Massimo a Roma, alla quale ha partecipato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Un successo che per effetto del taglio delle intermediazioni commerciali ha avuto comunque un effetto calmieratore sull’andamento dell’inflazione rilevato dall’Istat a settembre. Sostanzialmente quasi un italiano adulto su due frequenta i cosiddetti farmers market, ma ben sette milioni sono quelli che lo fanno regolarmente, mentre gli altri quattordici milioni vi fanno i propri acquisti ogni tanto. Un successo testimoniato, secondo le analisi Coldiretti/Censis dal fatto che un’altissima percentuale di italiani (95%) vorrebbe una maggiore diffusione delle forme di vendita diretta degli agricoltori, convinzione condivisa in modo trasversale al corpo sociale e nei vari territori.

Le aziende agricole che producono e vendono direttamente sono non solo unità produttive propriamente dette, ma diventano presidi sociali, pilastri delle comunità in cui la loro attività contribuisce a promuovere coesione sociale. Non a caso il 90% degli italiani vorrebbero che il cibo che portano in tavola fosse prodotto sul proprio territorio. Di questi, il 39% ritiene che ciò serva a creare lavoro e ricchezza localmente, il 31% pensa che in questo modo il cibo è più genuino, mentre il restante 30% è convinto che in questo modo ci sono minori spostamenti delle merci e, di conseguenza, minore inquinamento. La filiera corta nella percezione collettiva non è dunque un modo di produrre e consumare, ma un processo più complesso che incide sui livelli occupazionali, e sulla creazione di ricchezza, una specie di processo virtuoso che può cambiare la traiettoria socioeconomica delle comunità coinvolte.

 

«I nostri mercati degli agricoltori stanno creando nuove economie e nuova occupazione rappresentando nel contempo un formidabile strumento di coesione sociale, animazione sociale ed educazione alimentare, perché ricreano un legame profondo tra consumatore e produttore, tra il luogo di consumo e il luogo di produzione, tra città e campagna», ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «partendo dalla distintività, la filiera agricola italiana fa sì che questa diventi non solo la grande leva competitiva per le imprese ma anche la grande occasione di star meglio per la gente».

 

I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono nell’ordine secondo un’indagine Coldiretti/Swg la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi, ma non manca l’interesse per i prodotti non alimentari come ad esempio gli agricosmetici. A fare la spesa direttamente dal produttore nei mercati degli agricoltori sono per il 68% donne con una presenza maschile molto più elevata rispetto alla media, il livello di istruzione è medio alto per il 68% degli acquirenti. L’età è inferiore ai 54 anni nel 64% dei casi mentre lo status sociale ed economico è medio alto nell’82% dei casi, secondo l’indagine Coldiretti/Swg. Un risultato che evidenzia come il risparmio sia solo una delle ragioni che spinge all’acquisto e che la scelta è fortemente condizionata dalla ricerca di cibi sani, di informazioni sui prodotti e dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto.

I mercati degli agricoltori promuovono, infatti, la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera. Oltre a ciò, svolgono un’importante azione di recupero di varietà a rischio di estinzione. Si stima che almeno 100 varietà vegetali definite minori, tra frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche e prodotti ottenuti da almeno 30 diverse razze di bovini, maiali, pecore e capre allevati su scala ridotta trovino sbocco nell’attuale rete di mercati e delle Botteghe degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. Nei mercati vengono contenuti gli sprechi di imballaggi con l’offerta, ad esempio, di latte sfuso, sono banditi gli Ogm e sono messi a disposizione spesso servizi di vendita a domicilio e offerte speciali come ad esempio la vendita delle mele del Trentino ad un solo euro nell’ambito del Festival nazionale di Campagna Amica “Cibi d’Italia” al Circo Massimo a Roma.

 

In Italia sono 1.105 mercati degli agricoltori, inseriti in una rete di vendita diretta sul territorio della quale fanno parte 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 178 botteghe per un totale di 6.899 punti vendita di campagna Amica ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani.

 

 

SPESA NEI MERCATI DEGLI AGRICOLTORI

 

Italiani che acquistano nei mercati: 21 milioni

 

Di cui:

 

Regolarmente: 7 milioni

Ogni tanto: 14 milioni

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su analisi Censis

 

 

PERCHÉ PREFERISCONO LA FILIERA CORTA

 

Perché creano lavoro e ricchezza localmente: 39%

Perché sono prodotti genuini: 31%

Perché ci sono minori spostamenti delle merci e meno inquinamento: 30%

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su analisi Censis

 

 

DOVE SI PUÒ ACQUISTARE DIRETTAMENTE DAL PRODUTTORE IN ITALIA

 

AZIENDE AGRICOLE: 4.739

AGRITURISMI: 877

MERCATI: 1.105

BOTTEGHE: 178

TOTALE: 6.899

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su Indagine Campagna Amica/Swg 2012

 

 

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