Dieta della mela: l’inganno nel racconto di un frutto

mercoledì, 13 novembre 2013

MELE

Evidentemente la mela suscita da sempre la fantasia umana, dalla biblica mela di Eva, alla mela di Newton, per arrivare alle tradizioni più popolari “una mela al giorno…”. Ed è proprio su questo punto che intendiamo soffermarci.

La “mela al giorno…” ha assunto i contorni dell’incipit di una formula magica uscita da un episodio della saga di Harry Potter: per terminare il sortilegio basta aggiungere un finale a piacere. Recentemente l’idea che tolga “il medico di torno” sembra un po’ tramontare a favore di un potere magico in fatto di obesità e sovrappeso.

LA FORMULA MAGICA

Stando a quanto si legge da più parti, sembrerebbe che una dieta basata sul consumo (piuttosto abbondante) di mele faccia miracoli in fatto di perdita di peso. La magia sarebbe il frutto della ricchezza di fibre, vitamina C e minerali che ne fanno “il frutto prediletto da dietologi e nutrizionisti”, capace di soddisfare la fame più feroce con sole 50-60 calorie per 100g di frutto.

Il mantra continua con formule di rito: “importante funzione depurativa” che combatte la ritenzione idrica, la presenza di sostanze preziose che aiutano a “disintossicare il corpo e stimolare la digestione”.

Il rituale da seguire sarebbe piuttosto elementare: 3 giorni “a tutta mela”, circa 3kg/giorno, anche cotte e in succhi (ma senza conservanti), insieme ad un alto numero di liquidi come acqua, tè e tisane.
la giornata tipo che si prospetta all’iniziato al rito prevede quindi “Colazione: una tisana (o un tè) e due mele gialle (che danno più energia per affrontare la giornata). Spuntino: una bella mela rossa (ideale per recuperare energia). Pranzo: 3 mele (una rossa, una gialla e una verde) e una tisana. Merenda: un bicchiere di succo di mela. Cena: 3 mele cotte (la varietà delle mele Renette è la più adatta alla cottura)”.

Precauzioni per l’uso, dal sapore della manleva presente in ogni buon contratto commerciale. Mangiando mele si rinuncierebbe in maniera drastica a proteine e carboidrati e questo potrebbe riflettersi in maniera evidente sulle funzionalità digestive; quindi non mangiare cibi grassi appena concluso il duro ciclo “a tutta mela” e -se proprio vogliamo dirlo- meglio consultare il proprio medico prima di intraprendere in autonomia il cammino verso la liberazione dai kili di troppo.

MOLTI RISULTATI E POCA FATICA, NEMESI DI PINOCCHIO

Innanzi tutto i risultati :  1 kg in meno in  3 giorni non vuol dire nulla. Le variazioni di peso vengono -nell’immaginario collettico- attribuite interamente alla massa grassa, ossia si assume che quando un individuo aumenta di peso “ingrassi” e viceversa. Invece le variazioni più rapide e facilmente ottenibili si registrano nei fluidi corporei, e lo stato d’idratazione teorico è in realtà un parametro molto dinamico. Lo sanno le signore che in fase premestruale possono aumentare anche di più chili in 1-2 giorni.

Poi i contenuti : mangiare mele -secondo la questa incredibile alchimia- significa rinunciare ai carboidrati.  Nulla di più macroscopicamente errato: le mele contengono molti carboidrati semplici (principalmente il fruttosio), che sono completamente assimilabili, e carboidrati non digeribili compresi nel termine di fibra in quantità media di 10 g per 100 g di frutto.
Un frutto medio pesa 200 g per un totale di 20 g, cioè 80-100 Kcal. La dieta suggerita prevede 10 mele al giorno per un totale di 800 – 1000 Kcal determinate pressochè totalmente da carboidrati (proteine 2-3 g per un totale di 8-12 Kcal proteiche e grassi 1 g per un totale di 9 Kcal). Trattasi di tre giorni di LDL (low calory diet) estremamente sbilanciata e carente in molti principi nutrizionali (si ritiene, infatti, che diete bilanciate sotto le 1100 Kcal siano già di per sé carenti) con un vantaggio ponderale insignificante e non attribuibile con certezza a perdita di massa grassa che -anzi- appare piuttosto improbabile.

I suggerimenti per i problemi digestivi, poi, prendono in considerazione ipotetiche disfunzioni gastriche dimostrando un totale ignoranza della fisiologia digestiva del corpo umano e, soprattutto, non evidenziando i possibili effetti collaterali da gas addominale che si possono presentare con assunzione di importanti quantità di fibra e di fruttosio (anche per possibile maldigestione di questo monosaccaride che ha un trasposto intestinale limite).

Rileggendo questi formulari di magia nutrizionale, capiamo quanto i messaggi sensazionalistici, i nomi accattivanti con impronta naturale, siano lo strumento per veicolare una disinformazione pericolosamente diffusa in ambito nutrizionale e alimentare, che porta a risultati assai raramente “magici”, quanto piuttosto imbarazzanti per ignoranza e superficialità.

 

Il Comitato Scientifico di Nutricity

 

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