Dieta dei gruppi sanguigni: ancora mancano prove scientifiche

lunedì, 3 giugno 2013

sangue Seguire una determinata dieta o non seguirla può, in base al base al nostro gruppo sanguigno, incidere sullo stato di salute, aumentando o riducendo il rischio di malattie?

La risposta è sì per le numerose scuole di pensiero che ritengono “naturale” il collegamento tra gruppo sanguigno, ph del sangue e sostanze nutrienti ingerite.

La risposta della scienza al momento però è No. L’American Journal of Clinical Nutrition ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio comparativo condotto in Belgio proprio sulle pubblicazioni a carattere scientifico relative alle cosiddette “diete dei gruppi sanguigni”.

Sono state prese in esame numerose fonti informative per un totale di 16 articoli rilevati sul tema, dei quali tuttavia solamente uno poteva essere considerato utilizzabile sulla base dei rigorosi criteri di valutazione e attendibilità applicati dai ricercatori.

Lo studio preso in esame si presentava come scientificamente fondato, dal momento che prendeva in esame le risposte nella variazione di colesterolo “cattivo” LDL tra soggetti appartenenti a diversi gruppi sanguigni che seguivano una dieta molto povera di grassi.
Il team belga ha ugualmente escluso anche questo studio ritenendolo non direttamente rispondente alla domanda che abbiamo voluto riproporre in apertura di questo breve commento.

Il merito di questo studio comparativo e di ri-analisi condotto in Belgio, pur non pervenendo ad una conclusione, è quello di aver riacceso l’attenzione sui modelli alimentari, troppo spesso assunti a dogma da pazienti che diventano presto seguaci e adepti.

In secondo luogo, non certo per importanza, non si può trascurare il merito di  aver segnato il passo delineando il metodo di analisi che permette di rispondere al quesito posto all’inizio di questo post.
Basterebbe mettere a confronto i risultati estratti da una procedura che mette in parallelo un gruppo test (sperimentazione) di individui di un determinato gruppo sanguigno trattati con dieta “dei gruppi sanguigni” e un secondo gruppo (controllo) dello stesso gruppo sanguigno che verrà trattato invece con dieta tradizionale.

(ndr) Questo appare anche a noi l’unico metodo, dal costo e tempi ragionevolmente sostenibili, che permetterebbe di fugare un i numerosi dubbi che si alimentano intorno a questo modello alimentare e contemporaneamente rassicurare, in un verso o nell’altro, quegli individui che scelgono di seguire un determinato regime alimentare e che meriterebberoo per la propria salute e benessere di poter godere di informazioni scientificamente fondate per condividere la propria scelta con un professionista della nutrizione o in autonomia.

 

 

Articoli collegati

Tag:, , ,

Scrivi una nota