Celiachia, diversità genetica e diverse esigenze

mercoledì, 17 ottobre 2012


Questa la risposta che il Comitato Scientifico di Nutricity ha voluto dare all’articolo apparso sul Giornale di Vicenza lo scorso 7 ottobre nella pagina regionale, in cui si accusa l’Amministrazione Regionale di aver commesso un grave atto di discriminazione di genere diversificando i contributi ai celiachi tra uomini e donne.

 

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Le differenze tra uomo e donna sono note e risapute, ma andiamo a spiegarle nel dettaglio in relazione al problema sollevato dall’articolo.

L’aumento della massa magra (muscolare) si differenzia fra uomini e donne a partire dai 12-13 anni di età, e raggiunge un 30% in più nel maschio. Infatti il testosterone fa aumentare massa ossea e muscolare nel maschio mentre gli estrogeni fanno aumentare massa ossea e grasso nella donna .In altre parole la donna ha il 37% in meno di massa magra ed il 67% in più di massa grassa rispetto al proprio peso corporeo. Il tessuto muscolare è metabolicamente molto più attivo del tessuto adiposo e determina quasi da solo la spesa energetica ed è per questo motivo che il fabbisogno degli uomini è maggiore rispetto a quello delle donne. A dimostrazione di ciò tutte le formule di stima del fabbisogno energetico (validate con tecniche più raffinate) a parità di peso, altezza ed età danno un risultato differente fra donne e uomini.

Facciamo l’ esempio di un soggetto di 40 anni,  170 cm di altezza e 70 Kg di peso. Se il soggetto è uomo il metabolismo basale  è pari a 1609 KCal, se invece fosse donna è pari a 1452 Kcal, circa il 10% in meno. L’ attività fisica (lavorativa e sportiva) che si aggiunge al fabbisogno basale, attivando metabolicamente la massa muscolare, accresce la differenza dei fabbisogni fra i sessi.

Ora, in una alimentazione sana ed equilibrata la quota energetica fornita dai carboidrati dovrebbe corrispondere al 50-60% del fabbisogno energetico giornaliero;  tra i cereali poi, quelli aglutinati hanno di norma un più alto contenuto calorico e minori quantità di Calcio e Fibra.   Esistono alimenti come riso, legumi, polenta, patate, latte e frutta che costiuiscono ottime fonti di carboidrati certamente non mancano sulle tavole del veneto, rappresentando in moltissimi casi prodotti alla  base dell’alimentazione tradizionale regionale.

La Regione Veneto, in un momento di ristrettezza economica, non ha fatto altro che tornare a quanto già previsto dal decreto ministeriale del 2006 cercando di introdurre una modalità equilibrata di erogazione dei prodotti aglutinati che hanno costi elevati, se confrontati con gli equivalenti prodotti con glutine.

Fino ad ora il bonus per l’acquisto di alimenti senza glutine è stato gestito autonomamente dal paziente senza particolari forme di controllo.

La previsione della Regione mette in campo un criterio per meglio modulare la spesa ed indirizzare i consumi alimentari in modo da avvicinarli ai canoni di una sana alimentazione. Non si è trattato di un criterio aleatorio, ma clinico e – sebbene finora inutilizzato – è stato scelto proprio per cercare di evitare discriminazioni gratuite e favorire la riscoperta di alimenti naturalmente privi di glutine.

Si può pertanto ragionevolmente concludere che una differenza nella prescrizione calorica per quel che riguarda l’apporto di carboidrati è – pertanto – sicuramente un fattore di differenza fra i sessi, ma certamente non un fattore di discriminazione,  perchè rispetta le differenze fisiologiche fra l’uomo e la donna.


 

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