Abuso di alcol: in Italia rischio anziani e giovanissimi

lunedì, 22 ottobre 2012

alcool1L‘indagine condotta sul consumo di alcol e bevande tra gli italiani rivela che  i comportamenti a rischio sono più diffusi tra gli anziani dai 65 anni in su, tra i giovani di 18-24 anni e tra gli adolescenti di 11-17 anni. Cresce fortemente il consumo di alcol fuori dai pasti dei giovanissimi dove l’abitudine al binge drinking (pratica di consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in una sola occasione) passa dall’8,3 al 7,5%.

Tra gli anziani gli over 65  (il 43% degli uomini contro il 10,9% delle donne),  tra i giovani di 18-24 anni (22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine).

 Cresce poi il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi. Tra i 14-17enni sono il 18,8% nel 2011 (15,5% del 2001) che consuma alcol fuori pasto. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche, i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (31,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,8%). Stesse differenze si riscontrano tra i frequentatori di spettacoli sportivi e concerti.

 

La popolazione più a rischio di binge drinking (il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) è quella giovanile, tra i 18 e i 24 anni: il 15,1% dei giovani (21,8% dei maschi e 7,9% delle femmine) si comporta in questo modo, perlopiù durante momenti di socializzazione. Tra i giovanissimi di 11-15 anni la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari all’11,9% senza differenze di genere evidenti.

Questo comportamento è grave anche perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita. L’Istituto di Statistica ricorda che l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda la totale astensione dell’alcol fino ai 15 anni.

Nel 2011 il 66,9% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Questa quota è stabile rispetto all’anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni di prima (era il 72%). Aumenta la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011). Lo scorso anno ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno il 65% della popolazione di 11 anni e più. Beve vino il 53,3%, birra il 46,2% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 40,6%; beve vino tutti i giorni il 23,6% e birra il 4,5%. Infine, il report dell’Istat, sottolinea che il consumo di alcol nell’anno è stato più forte al centro-nord e in particolare nord-est.

La Confagricoltura commenta i dati del Rapporto 2011 dell’Istat sostenendo che «bisogna insistere sull’educazione ad un modo di bere moderato e consapevole, legato ai pasti». Viene così ribadita l’importanza di un modello di bere tradizionalmente legato ai pasti, come nel nostro Paese è quello del vino.

 

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