2017, l’anno del boom dei farmaci

giovedì, 24 aprile 2014

DIABETE-SIRINGHEAnno 2017, l’IMS Health sostiene che sarà l’anno del boom per la vendita di farmaci (Global use of medicines, outlook forecast 2017).

A farla da padrone saranno quei paesi definiti “pharm-emerging”, tra cui spiccano Cina, Russia, India, Turchia e Messico. La produzione in questi paesi è attesa in crescita con ritmi intorno al 12-15% da qui ai prossimi 3 anni.

Il mercato dei cosiddetti paesi farmaco-emergenti, possiamo aspettarci che cresca dagli attuali 26 mld di dollari fino ai 50 mld entro il 2017. LE concause sono da una parte la continua crescita del mercato dei “generici” che costituisce l’ossatura della farmacopea nei paesi emergenti e il progressivo evolversi di sistemi sanitari e di welfare che camminano di pari passo con lo sviluppo economico che caratterizza quei paesi. Da un lato quindi la crescita di un offerta sul mercato valida e scientificamente solida, che sarà sostenuta da una domanda interna crescente, favorita dalla forte spinta economica dei paesi emergenti.

I paesi emergenti arriveranno ad avere una quota di mercato prossima alla maggioranza assoluta (48%), mentre gli Usa segneranno un calo consistente, stabilizzandosi su una fetta di mercato intorno al 31%. Chi uscirà sconfitto da questa “corsa al farmaco” saranno i paesi europei, insieme al Giappone, penalizzati da mercati senza possibilità di espansione e paralizzati da costi insostenibili per il mantenimento dei sistemi sanitari pubblici.

L’attendibilità di queste stime, come sempre, è vincolata al verificarsi di un insieme assai vasto di condizioni e variabili difficilmente determinabili in modo certo. Ugualmente sono da ritenersi estremamente interessanti per il profilo di trend macro-economico che pongono in evidenza.

La concreta possibilità che l’India, oggi definita da molti “farmacia del mondo” in qualità di fornitore di “farmaco-equivalenti” a tutti i paesi in via di sviluppo, segmento che le garantisce una crescita del mercato, trainata dall’export nella misura del 24% all’anno. Le tensioni in materia di armonizzazione delle procedure di controllo e sviluppo in sede OMS e WTO (confronto con Big Pharma) rischiano però di minare le basi dello sviluppo indiano, ancora lontano dal rigore dei protocolli e standard procedurali FDA e EMA.

Un dubbio caratterizza anche la proiezione relativa agli Usa, dove le statistiche prendono in considerazione la riforma avanzata dal Governo americano “Obama-care”, stimando con relativa certezza un’approvazione perlomeno parziale della riforma che dovrebbe spingere la spesa privata sanitaria per ulteriori 460mln dollari.

Estremamente interessante appare invece il segmento dei cosiddetti “farmaci-biologici”, considerati nell’outlook in oggetto come il driver del mercato futuro. Caratterizzati da alti costi di produzione e da prezzi finali piuttosto sostenuti, presentano un vantaggio competitivo non indifferente in un mercato che le stime rivelano sempre più concorrenziale e basato sulla competizione tra “generici”. I “biologici” godono di potezioni particolari in materia di proprietà intellettuale e risulta complessa la loro traduzione in generici.

 

 

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