La Regione Veneto riduce il contributo ai Celiaci e penalizza le donne

mercoledì, 17 ottobre 2012

«La Giunta regionale considera le donne ammalate di celiachia di serie B». L´accusa di sessismo è pesante e arriva dal Forum delle donne di Rifondazione comunista che in una nota accendono i riflettori su una delibera di palazzo Balbi, che risale al 5 giugno e ritocca, abbassandoli, i contributi erogati alle persone celiache, ovvero intolleranti al glutine che per ragioni di salute sono obbligate a consumare solo prodotti dietetici che possono arrivate a costare 5 volte più di quelli normali. Il caso è stato segnalato già anche a livello nazionale e proteste scritte sono giunte anche da Pd e IdV.
DONNE PENALIZZATE. Il ribasso però, ed è questa la differenza che offende le signore del Prc, non tocca tutti: solo le donne adulte, che si vedono ridurre i buoni per gli acquisti alimentari da 140 euro mensili a 99. «Per i maschi – scrivono Irene Rui e Antonella Zarantonello – il contributo rimane di 140 euro. La deliberazione regionale – spiegano – pone una
pregiudiziale differenza tra maschi e femmine, come se le donne fossero persone di serie B, che devono consumare meno». Il documento della Giunta Zaia sembra a loro rispondere «ad una vecchia logica per cui le donne hanno bisogno di un apporto calorico inferiore rispetto ai maschi, perché si occupano di mansioni da “sesso debole”, considerate meno faticose. È una logica superata». Come detto, sulla questione del taglio ai buoni per i celiaci avevano presentano un´interrogazione, in agosto, anche alcuni consiglieri del Pd, che avevano giudicato “iniquo e scorretto” il comportamento della Giunta e intravisto nel rialzo del tetto di spesa, fissato a novembre del 2008, quindi ad un anno dalle elezioni regionali, e nel successivo attuale ribasso, una manovra elettorale.
BATOSTA DAL 2013. A cambiare, secondo la delibera che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio, non sarà solo il tetto di spesa ma anche le modalità di erogazione dei contributi, subordinati alla presentazione di un programma dietetico personalizzato. In sostanza la Giunta mette i celiaci a dieta: le oltre 8500 persone che in Veneto sono costrette ad un´alimentazione senza glutine, unico modo per non aggravare la malattia, dovranno obbligatoriamente sottoporsi ad visita dal dietologo che fisserà per ciascuno il fabbisogno calorico. In base alla prescrizione del medico verrà calcolato il limite di spesa, uguale o inferiore al massimo. «Per la prima volta in 30 anni ci troviamo ad affrontare le conseguenze
di una feroce crisi della spesa pubblica», scrive l´Associazione italiana celiachia sul suo sito, mentre presidente e consiglio regionale dell´associazione comunicano di aver chiesto un incontro in Regione per confrontarsi sulla delibera.

Rassegna Italia dei Valori nei quotidiani veneti
domenica 7 ottobre 2012

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