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Gli italiani sono attenti al cibo biologico ma cedono a fast food e scatolette

DUBBI-ALIMENTARI

La tentazione del fast food è forte anche in Italia. 4 Italiani su 10 vorrebbero mangiare più snao ma non ci riescono.

Questi sono i dati che emergono da un rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani che rivela come i il fast food e i cibi inscatolati o precotti rappresentino una tentazione forte anche per i più virtuosi, ovvero quanti comprano frutta e verdura da agricoltura biologica o prodotti certificati (Dop e Igp).

Ne emerge un quadro interessante che rivela una certa contradditorietà nel comportamento alimentare italico: quasi 1/3 degli acquirenti abituali della rete "Equo-solidale" non disdegna di consumare un pasto nei fastfood. mentre mangiano nei fastfood 1/4 degli acquirenti di frutta e verdura biologiche e 1/5 degli "aficionados" delle denominazioni d'origine.

Si rileva quindi da un lato una crescente attenzione per la qualità dei prodotti (denominazioni d'origine, produzioni biologiche...), dall'altra gli stessi intervistati non nascondono l'uso quotidiano di cibi precotti e in scatola.
Gli italiani spiegano come la propria dieta alimentare dipenda, per il 34% in via prioritaria da caratteristiche e scelte soggettive, il 30,4% dalla tradizione familiare, e poco meno del 19% da quello che si può permettere, tenuto conto del reddito e dei prezzi.

La ''confusione'' alimentare - sostiene la Coldiretti - è il prezzo che si paga per gli effetti della globalizzazione, che ha portato sulle tavole degli italiani prodotti e modelli di consumo da ogni parte del parte del mondo.
In questo quadro emergono in Italia tre linee di tendenza chiare: la ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e prezzo, la percezione della responsabilita' sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto e il rapporto tra cibo e  territorio con il riconoscimento del valore che ha l'identità territoriale delle produzioni.
E secondo Coldiretti la riprova starebbe nel boom del 2010 relativo ai consumi di prodotti biologici cresciuti in valore dell'11,6% o gli acquisti diretti dai produttori agricoli che riguardano ormai ben 8,3 milioni di italiani.

 

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